Brividi d’estate: tutti i segreti della saga cinematografica “Lo squalo”

Effetto WOW > Musica, Film e TV > Brividi d’estate: tutti i segreti della saga cinematografica “Lo squalo”

Indice dei contenuti

Chi ha paura dello squalo?

Lo ammetto senza vergogna: ho una passione sfrenata per il nuoto, adoro il profumo del mare, il sale sulla pelle e trascorrere ore in acqua. Ma c’è quel brivido, soprattutto quando nuoto nell’acqua alta e senza vedere il fondo, che non mi abbandona mai. Sono sicura che sia una sensazione conosciuta ai più, anche se non tutti lo ammettono. Io invece, lo dico apertamente: ho il terrore degli squali, ma ne sono anche incredibilmente affascinata. Ho visto la prima volta “Lo squalo” quando ero bambina, di nascosto dai miei genitori, e ne sono rimasta letteralmente sconvolta, tanto da non voler nemmeno più andare in piscina! Con il passare degli anni sono diventata una fan sfegatata di “Jaws”: chi lo sa, forse per tentare di combattere la fobia ed esorcizzare le mie paure. Riguardo il film almeno un paio di volte l’anno, soprattutto a inizio di ogni estate, colleziono ciò che trovo, ho studiato tutto ciò circonda la storia vera al quale è ispirato. “Lo squalo” è in assoluto uno dei miei film preferiti ed è un indiscusso capolavoro che ha segnato il corso della storia del cinema.

gadget squalo

Lo squalo: un successo senza tempo

Sono passati quasi 50 anni dall’uscita di “Jaws” il capolavoro senza tempo di Steven Spielberg che ancora oggi ci regala brividi ed emozioni: per la musica, per la tenacia del feroce protagonista, per i dialoghi tra Quint e Hooper, per gli sguardi tra Roy Scheider e il piccolo attore che ne interpretava il figlio. Un film costato 9 milioni di dollari e che ne ha incassati ben 470 milioni dopo aver vinto tre premi Oscar ed essere stato osannato dalla critica. “Jaws” ha consacrato Steven Spielberg come regista e, anche se con un po’ meno risonanza, segnato la carriera di Peter Benchley, lo scrittore che ha steso il romanzo sul quale è basato il film.

Perché “Lo squalo” è uno dei film migliori di tutti i tempi? Perché ha segnato profondamente chiunque l’abbia visto? Semplicemente perché senza aver bisogno di scomodare mostri, fantasmi e alieni, ha portato alla luce la più grande paura degli esseri umani: quella di essere mangiati vivi, soprattutto in un ambiente nel quale non è così facile muoversi con naturalezza e sentirsi al sicuro. Consciamente tutti sappiamo che gli squali corrono molti più rischi di noi, che evitano l’uomo, che raramente lo raggiungono a riva, che ancora più raramente attaccano. Eppure, ciò che ha scatenato lo squalo Bruce (nome dato allo squalo meccanico protagonista del film) è davvero incredibile. Lo squalo si trasforma in un mostro “reale” inserito in un luogo di villeggiatura in cui i bambini giocano serenamente in acqua in una normale e tranquilla giornata di vacanza: ma in un attimo l’acqua si tinge di rosso e crollano tutte le nostre certezze.

Ai detrattori di “Jaws” (e ce ne sono molti ad additare il film e considerarlo una cavolata) io non credo, non li sto nemmeno a sentire. La scenografia, la fotografia, gli attori, i dialoghi, la storia (vera o quasi, per l’appunto), la colonna sonora (tra le più conosciute e canticchiate al mondo): come si fa a disprezzare un film come “Lo squalo”? E’ una pellicola che offre tutto ciò che potremmo desiderare: divertimento, paura, tensione, emozioni. Il film ha avuto l’incredibile capacità di riuscire a farci percepire paura e pericolo nei confronti di un animale di cui poco si sapeva; se da un lato questo può definirsi l’aspetto negativo del successo di “Jaws” poiché i poveri squali hanno iniziato ad avere vita ancora più dura dopo il film, dall’altro fa capire quanto immensa sia la forza di questa pellicola. Soprattutto per il fatto che non è completamente inventata, ma basata su fatti realmente accaduti.

squalo gazzetta

La vera storia dello squalo mangiauomini

La storia che Peter Benchley ha raccontato non è frutto della sua fantasia. Nonostante le rassicurazioni e i pentimenti che hanno seguito il successo del film e la dilagante cattiva fama del povero squalo, Steven Spielberg non ha inventato di sana pianta quanto accaduto. Peter Bradford Benchley, scrittore, giornalista e sceneggiatore statunitense, nel 1974 ha pubblicato il romanzo “Jaws”, rimasto nelle classifiche dei libri più venduti per ben 44 settimane; romanzo che ha venduto ad oggi oltre 20 milioni di copie e che purtroppo, lo dico da grande estimatrice di “Jaws”, è ormai introvabile.

L’autore racconta ciò che noi abbiamo visto sul grande schermo, ovvero gli attacchi del crudele squalo mangiauomini sulle coste della città di Amity, ma il libro è stato scritto basandosi sulla cronaca: nel 1916 in diverse località del New Jersey, si susseguirono terribili attacchi da parte di una non ben identificata razza di squalo. Il primo luglio 1916 toccò alla prima vittima, un uomo in vacanza che venne attaccato, mutilato e morì dissanguato. Poco dopo e non molto lontano, il morso di uno squalo costò la vita di un altro uomo che perse entrambe le gambe prima di morire. Il terrore iniziò a serpeggiare quando ci fu un nuovo attacco lungo un fiume, luogo decisamente inusuale per uno squalo: morirono un bambino di 10 anni e un ragazzo che tentò invano di salvarlo. Sempre nello stesso fiume e sempre nello stesso giorno, fu attaccato un altro bambino, l’unico sopravvissuto agli attacchi dello “squalo mangiauomini”. Il panico dilagò e le autorità risposero con una battuta di caccia di dimensioni epocali. Centinaia di squali vennero uccisi indiscriminatamente un po’ per l’euforia provocata dalla faccenda, un po’ per la taglia messa a disposizione. La caccia ebbe fine quando un imbalsamatore di professione catturò un grande squalo bianco: all’interno del suo stomaco furono ritrovati (così pare almeno) plausibili resti umani. Quei giorni di terrore ebbero un grande effetto sulla popolazione del New Jersey e Benchley riuscì a riproporre tra le pagine di “Jaws” tutta la paura che aveva provocato quella vicenda. Resta il fatto che non c’è mai stata davvero certezza del responsabile degli attacchi: scienziati e biologi vararono l’ipotesi di attacchi da parte di una tartaruga gigante marina, specie molto aggressiva. Ma la storia era ormai stata scritta: il romanzo pose l’accento sulla paura atavica del predatore più feroce dei mari e il film fece il resto.

squalo locandina

Lo squalo (Jaws): la trama del film

Nel 1975 il giovane registra Steven Spielberg ha diretto uno dei più grandi successi di botteghino di tutti i tempi: “Lo squalo”, titolo originale “Jaws”, esattamente lo stesso titolo del romanzo da cui è stato tratto. Il film ha vinto innumerevoli premi ma soprattutto è stato il primo vero “blockbuster” della storia del cinema anche grazie all’incredibile promozione che è stata fatta in occasione della sua uscita.

La trama è nota a tutti: il nuovo capo della polizia Martin Brody, approdato con la moglie Ellen e i due figli sull’isola di Amity nel New England, si ritrova a dover affrontare un enorme squalo killer che inizia a mietere vittime proprio a inizio estate. I tentennamenti del sindaco non permettono la chiusura istantanea delle spiagge e l’ennesima vittima, un ragazzino della città, muore sbranato davanti agli occhi di tutti, amici, parenti e vacanzieri. La tragedia scatena una battuta di caccia collettiva alla quale tantissimi pescatori accorrono invogliati dalla taglia posta sulla pelle dello squalo. Insieme ai pescatori parte anche l’Orca, la barca del cacciatore di squali Quint. Insieme a lui partono Martin Brody e Matt Hooper, un giovane scienziato.

Lo squalo si palesa fin dai primi istanti e la vera caccia, quella dello squalo nei confronti dei tre temerari in balia del mare, ha inizio: la feroce bestia è enorme, incredibilmente furba e molto aggressiva. Chi avrà la meglio lo sappiamo praticamente tutti: ma meglio non “spoilerare” nel caso qualcuno non avesse ancora goduto della visione di questo storico film. E se così fosse, questa è la stagione perfetta per farlo! Brividi e tensione aiuteranno a sopportare le temperature e l’afa di questa caldissima estate.

dvd jaws

Lo squalo 2, 3 e 4: i sequel di "Jaws"

Dopo un tale successo planetario, poteva non seguire un secondo capitolo? Lo squalo protagonista di “Jaws” è morto ma non la paura provocata dal predatore. Io sono una grande fan della serie, il mio parere quindi è sicuramente di parte, non rinuncio a nessuno dei sequel del primo film. Però sono consapevole del fatto che nessuno eguaglia neanche lontanamente il primo capitolo.

Lo squalo 2” è senza dubbio il migliore tra i sequel: è uscito al cinema nel 1978 e ha avuto un grande successo di pubblico. E’ stato uno dei film più visti di tutti i tempi per i 20 anni successivi e la tag-line che lo accompagnava è diventata celebre tanto quanto le citazioni del primo film. “Just when you thought it was safe to go back in the water…”: ebbene sì, avevamo quasi scordato la paura provocata dal primo film e invece non faremo in tempo a goderci il prossimo tuffo. Nonostante fosse molto restio a partecipare, questo secondo capitolo vede ancora protagonista Roy Scheider nei panni di Martin Brody. Il film è stato diretto da Jeannot Szwarc, con il quale Scheider ebbe più di un dissapore. Ma non è questo che rende il film meno avvincente del primo: la “colpa” è semplicemente del fatto che l’effetto sorpresa della storia di “Jaws” viene meno. C’è meno maturità e meno empatia con i protagonisti: in poche parole, mancano terribilmente Quint e Hooper. Al loro posto, i malcapitati che si vedono costretti ad avere a che fare con un terribile squalo mangiauomini sono il gruppo di teenagers di Amity e alla lunga le loro urla infastidiscono noi nostalgici delle “canzonacce” di Quint. Resta comunque il sequel del nostro amato “Jaws” e quindi merita tutto il rispetto dovuto.

jaws secondo

Lo squalo 3” è stato diretto nel 1983 da Joe Alves. E’ il film che riguardo meno volentieri, un po’ per la mancanza dei grandi protagonisti e della città di Amity che fa da sfondo alla storia, un po’ perché manca lo smalto dei primi due capitoli. E’ senz’altro un film particolare e da tenere in considerazione a livello “storico”: il film è stato presentato nei cinema 3D e quindi le inquadrature e le sequenza a effetto in qualche modo divertono e rendono meno piatta la trama. La storia si svolge al parco acquatico SeaWorld e il protagonista è Mike, il figlio di Martin Brody. In compagnia della sua collega e fidanzata e dei due loro amati delfini dovranno fronteggiare le ire di una mamma squalo che tenta di difendere e riprendersi il suo piccolo, finito per sbaglio nella laguna del parco. Difficili non parteggiare per lo squalo insomma!

Lo squalo 4” è stato diretto da Joseph Sargent ed è uscito nel 1987. Torna come protagonista Lorraine Gary nei panni di Ellen Brody, la moglie del compianto Martin, e questo basta a far rialzare l’asticella dell’interesse di noi Jaws-addicted. Sono presenti anche i figli, uno dei quali va incontro al suo destino segnato. Saranno il fratello Michael e la madre Ellen a dover fronteggiare lo squalo che ha ucciso Michael e che, dopo aver nuotato per molti chilometri, tenterà di uccidere anche la piccola Thea, figlia di Michael. Sfida finale e un nuovo inizio per Ellen: un film abbastanza malinconico che segna la fine della saga de “Lo squalo”.

squalo cofanetto

“Ci serve una barca più grossa”: curiosità sul film

Le citazioni

La grandezza di un film si deduce anche dalle citazioni e frasi famose che sforna e che entrano a far parte del parlato comune. Oltre alla già citata tag-line della promozione del secondo film, le frasi celebri che hanno decretato il successo del primo “Jaws” sono davvero infinite. Tra tutte appunto la famosa “Ci serve una barca più grossa”, affermazione che accompagna l’indimenticabile sequenza jumpscare molto divertente del primo incontro ravvicinato tra Martin Brody e lo squalo. Ma è probabilmente Quint a regalarci le perle più preziose, dal suo brindisi “Alla salute delle donne con le gambe storte” al suo grido “è andato sotto la barca”.

Lo squalo Bruce

Lo squalo meccanico che ancora oggi può essere ammirato al Museo del Cinema di Los Angeles si chiamava Bruce: pare che fosse il nome dell’avvocato di Spielberg, inutile spiegarne i motivi. Bruce ha dato non pochi problemi in fase di realizzazione del film. Lo squalo meccanico infatti messo in acqua affondava miseramente. Questo non piccolo inconveniente fu il motivo del successo del film, inquietante e pieno di tensione come non mai. Le immagini ravvicinate e costanti di Bruce avrebbero reso molto meno credibile la ferocia dell’animale mentre l’escamotage di utilizzare la sola pinna ha reso incredibilmente spaventoso il palesarsi dello squalo. Bruce, galleggiante o meno, è al 18° posto nella lista dei villains più crudeli della storia del cinema: un ottimo risultato per il protagonista del film!

Squali e dintorni

Gli squali ci incutono un terrore atavico ma razionalmente le nostre paure non hanno senso. Morire per mano (o meglio per dente) di uno squalo è una possibilità davvero remota: ce ne sono molte di più (ma proprio tante in percentuale) di morire sbranati da cani o calpestati dagli elefanti. Al contrario, è l’uomo ad essere estremamente pericoloso per gli squali. Ogni anno vengono uccisi circa 100.000.000 di squali, sia accidentalmente che volontariamente per il consumo della carne e per la pratica crudele del taglio della pinna.

Benvenuti a Amity Island

L’isola scelta dallo squalo per le sue scorribande in realtà non esiste: il film è stato girato sull’isola di Martha’s Vineyard nel Massachusetts, scelto per il fondo sabbioso e poco profondo che si estende per molti chilometri. Alcune scene, le uniche con squali veri, furono girate in Australia utilizzando un curioso stratagemma: al posto di Hooper, nella gabbia degli squali ricostruita in dimensioni inferiori a quelle standard, fu fatto entrare un attore affetto da nanismo affinché le proporzioni rendessero enorme lo squalo. La fama del film portò un incremento di turismo a Martha’s Vineyard; per contro, l’uscita del film “Jaws” fece registrare un calo di affluenze notevole nelle zone balneari dei dintorni causato proprio dalla paura per gli eventuali attacchi di squali.

telo amity

La colonna sonora

Tan dan tan dan tan dan”: cosa sarebbe “Jaws” senza la sua mitica colonna sonora? Chi non l’ha canticchiata giocando in acqua? Le note che accompagnano l’entrata in scena dello squalo non sono a contorno del film ma ne sono parte integrante e fondamentale. Due sole note alternate che rendono tutta la tensione e l’inquietudine della possibilità di un incontro spaventoso con il feroce predatore e che sono diventate simbolo sonoro di pericolo in avvicinamento. Il genio che ha ideato la colonna sonora di “Jaws” è John Williams che grazie al celebre motivo vinse l’Oscar. E pensare che Steven Spielberg al primo ascolto non fu per niente soddisfatto! Per fortuna, cambiò idea e qualche anno dopo dichiarò che il grande successo del film fu dovuto in buona parte alla colonna sonora.

squalo spielberg

Sicuramente avrete visto “Lo squalo” al cinema o in TV: conoscevate la storia vera sulla quale è basato? Se non l’avete mai visto dovete assolutamente rimediare e godervi una delle pellicole che ha cambiato il corso della storia e segnato la carriera di Steven Spielberg. Fateci sapere cosa ne pensate lasciando un commento qui sotto!

Se avete voglia di mare ma le vacanze sono ancora lontane godetevi anche la visione dei film estivi più famosi di tutti i tempi:

Autore
Hai domande o curiosità?
Lasciaci un commento!
Iscriviti
Notificami
guest
0 Commenti
Feedback in linea
Visualizza tutti i commenti
Seguici su YouTube
Seguici su Telegram
Seguici sui Social
Facebook
Instagram
Telegram
YouTube
Iscriviti alla newsletter
Articoli correlati
strumenti musicali preview
I 5 migliori strumenti per principianti per un Natale a ritmo di musica
majestic giradischi preview
Il ritorno del vinile: ecco perché acquistare il giradischi Majestic TT 27
Categorie
Autore
Effetto WOW © 2021 Copyright SimpleMedia® P.IVA 01305640771 | REA: MT-88678 |
Effetto WOW © 2021 Copyright SimpleMedia® P.IVA 01305640771 | REA: MT-88678 |