Bubble tea: che cos’è, come è nato e perché ha conquistato il mondo

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Un sorso di bubble tea

Se non avete mai assaggiato un bubble tea sarà difficile capire fino in fondo cosa si prova. Non è un succo, non è un cocktail, non è una bibita: è uno “snack” anche se è difficile a credersi. E’ colorato, allegro, incredibilmente kawaii e trendy ma, nella versione tradizionale, è addirittura salutare a dispetto delle apparenze.

Approcciarsi a un bubble tea è un vero e proprio rito che prevede fasi diverse, un po’ come la cerimonia del tè giapponese. Il bubble tea si sceglie, si “compone”, si afferra, si “buca” con l’enorme cannuccia extralarge e si gusta: affondando appena la cannuccia si assapora il gusto del tè (solitamente verde o nero), ci si gode il retrogusto al sapore di frutta e poi, il gran finale: la cannuccia  sfiora il fondo del bicchiere e le “bolle” morbide, scivolose e gommose risalgono fino ad esploderci sotto i denti. La prima volta è normale strabuzzare gli occhi e pensare “cosa sto bevendo?” ma poi, ci si innamora perdutamente! E addentare le perle di tapioca o frutta mentre si gode il gusto unico del tè aromatizzato diventa un (non) peccato di gola da ripetere all’infinito.

Le origini del bubble tea

Il bubble tea, detto anche boba, ha origini orientali come molte delle tendenze, degli abiti, dei piatti e degli oggetti di cui ci circondiamo oggi ma non pensate che abbia chissà quale origine mistica o antica. Tutto il contrario: nonostante il suo successo sia oggi legato indissolubilmente alla Corea, il bubble tea in realtà è nato a Taiwan negli anni Ottanta ed è nato assolutamente per caso, un po’ come la ganache e la besciamella. Il creatore pare non avere un’identità certa: quello che sappiamo con sicurezza è che aveva a che fare con la caffetteria Chun Shui Tang e che proprio lì fece cadere (non si sa se accidentalmente o meno) un po’ di fen yuan (un dessert a base di tapioca in palline) nel suo tè.

Questo mix fece scalpore e il titolare della caffetteria decise di inserirlo tra gli snack/drink in vendita. Che la storia sia o meno vera, sta di fatto che dagli anni ‘80 ad oggi il bubble tea ha scalato la vetta del successo, la sua fama ha raggiunto la Cina e il Giappone fino ad arrivare agli Stati Uniti dove nel 2016 è stato addirittura sorseggiato da Hillary Clinton durante la sua campagna elettorale: proprio lei ne ha dato una descrizione interessante definendolo uno “snack drink chewy” ovvero una bevanda masticabile.

boba latte

Boba mania e Boba generation

Fino a un paio di anni fa, il bubble tea era relegato alle conoscenze degli appassionati della cultura orientale ma negli ultimi due anni, nonostante la pandemia, il trend del bubble tea è salito vertiginosamente e a dispetto dei tanti locali chiusi, si sono moltiplicati quelli specializzati nella produzione e distribuzione del boba. Come accennato, il bubble tea è stato sdoganato dalla stessa Clinton che ha sancito il successo di questa stramba bevanda che negli Stati Uniti è diventata un vero e proprio simbolo culturale della generazione di giovani nati in America da genitori asiatici.

La passione crescente, o meglio la vera e propria mania sempre più pressante nel mondo occidentale della musica e della filmografia coreana, hanno fatto il resto: il successo del k-pop e del k-drama (basti pensare al gruppo musicale dei BTS e all’incredibile eco della serie Squid Game) hanno ufficialmente decretato il successo del bubble tea che, nonostante sia appunto nato a Taiwan e in generale diffuso in tutta l’Asia, è diventato un simbolo della cultura coreana all’estero.

Non solo snack-drink, il bicchierone extralarge con all’interno il bubble tea con i suoi colori e le morbide palline gelatinose è diventato un simbolo presente su t-shirt, gadget e qualsiasi genere di oggetto desiderato dai ragazzi di oggi sempre più affascinati dalla cultura orientale: k-pop, k-drama e bubble tea sono quindi i tre simboli, indissolubilmente legati, in cui si identifica la cosiddetta Boba Generation.

bubble kawaii

Dalla Corea all’Italia: dove bere il bubble tea

Anche se i locali di bubble tea si sono moltiplicati già negli anni 2000 negli States, il fenomeno in Italia è appunto esploso solo negli ultimi anni con l’aumentare dell’interesse nei confronti dello stile di vita coreano grazie alle band k-pop e alle serie tv destinate soprattutto ai più giovani. In Italia c’è stata una vera e propria controtendenza in questi due anni di pandemia: come già accennato, a dispetto dei tanti locali purtroppo chiusi per la crisi che stiamo attraversando, i boba bar si sono moltiplicati anche nelle nostre città.

Persino nella piccola realtà della mia provincia che sta attraversando una crisi gravissima, è stato inaugurato poco più di un anno fa il primo bubble tea bar tra lo stupore di chi non aveva la più pallida idea di cosa fosse e l’entusiasmo di chi come me ha sempre approfittato delle gite nelle grandi città, come Torino o Milano, per cercare un boba bar e sorseggiare un bubble tea.

I locali che vendono bubble tea sono un punto d’incontro importante per le giovani generazioni ma piacciono proprio a tutti: non solo per i bubble tea colorati e gustosissimi personalizzabili in tutto e per tutto, ma anche perché sono gli unici locali in cui è possibile trovare snack asiatici e gadget ispirati a tutto ciò che riguarda il k-world.

Come è fatto il bubble tea

Ma cosa contiene davvero il bubble tea? La ricetta originale prevedeva principalmente tè nero, un’aggiunta di latte e perle di tapioca, il tutto miscelato e servito sia freddo che caldo in grossi bicchieri trasparenti con le classiche cannucce xxl utili non solo per bere ma anche per mangiare le “bolle” che stazionano sul fondo del bicchiere donando l’aspetto particolare e curioso al drink. Fin dal principio però le ricette si sono diversificate dando vita a una moltitudine di varianti che vanno incontro a tutti i gusti.

Il tè resta la base fondamentale per la preparazione del boba e questo ne fa, al contrario di quanto si possa pensare, una bevanda salutare o quasi (dipende ovviamente dall’aggiunta di additivi, dolcificanti e coloranti). Tè nero e tè verde restano i più gettonati come base per la preparazione del bubble tea anche se è ormai di tendenza il matcha, soprattutto nei locali boba europei.

I tè vengono poi aromatizzati con degli estratti di frutta o degli sciroppi dolci. E’ possibile scegliere tra una varietà infinita di aromi ma solitamente i più gettonati sono quelli ai frutti tropicali. Entrare in un boba bar e ordinare un bubble tea equivale ad entrare in una gelateria e ordinare un cono gelato insomma: è possibile sceglierne gusti ed eventuali extra.

Il latte è un elemento tradizionale che non sempre viene utilizzato: non a tutti piace e per rendere la bevanda più fresca e leggera, solitamente non si usa oppure viene sostituito dal latte di cocco, soia, mandorla o riso. Nei boba bar specializzati è possibile gustare i bubble tea in versioni anche molto originali: dal caffè alla crema pasticcera, dal sapore di fiori al cioccolato.

bubble bicchieri

Perle di tapioca e popping boba

Una volta scelto l’aroma da miscelare alla base, arriva il momento clou: la scelta delle “bolle”. Le perle gelatinose che si posano sul fondo del bicchiere sono tradizionalmente perle di tapioca realizzate con l’amido ricavato da una radice sudamericana. Ormai le perle tradizionali di tapioca sono state soppiantate un po’ ovunque dalle popping boba, semi trasparenti, colorate e gustosissime, disponibili in tantissimi aromi diversi fruttati e non.

Mentre le perle di tapioca hanno una consistenza gelatinosa e quindi sono “masticabili”, le popping boba esplodono letteralmente in bocca (personalmente mi piacciono molto di più a dispetto della tradizione, le trovo più fresche e gradevoli). Se il sapore e la consistenza delle perle di tapioca non fanno per voi, potete sbizzarrirvi scegliendo le popping boba che preferite: le perle colorate sono disponibili in una varietà di gusti incredibile e permettono quindi di personalizzare al massimo la bevanda creando un mix di sapori sempre diverso. Per questo è difficile che il gusto del bubble tea stanchi o annoi i suoi consumatori.

Nei boba bar è possibile sostituire le perle anche con pezzetti di frutta o cubetti di gelatina, a discapito però dell’aspetto tradizionale del bubble tea. Il colore del boba è un altro degli elementi fondamentali di questa bevanda: certo, nei boba bar che nascono come funghi ad ogni angolo di città è facile cadere in tentazione e ritrovarsi nel bicchiere una certa dose di colorante, ma tradizionalmente i bubble tea hanno colori e accostamenti straordinari senza ricorrere alla chimica: spezie ed erbe infatti (come la spirulina o lo zafferano per esempio) bastano per donare ai bubble tea colori particolari e unici che rendono ancora più godibile il drink.

perle tapioca

Come si beve il bubble tea

Nei locali la preparazione è davvero affascinante: dopo il momento della scelta dei singoli ingredienti, tè, aroma ed eventuale latte vengono miscelati in un’apposita macchina e poi shakerati ancora manualmente. Viene poi tutto travasato in un grande bicchiere trasparente di plastica insieme alle perle o alle popping boba e infine il bicchiere viene sigillato con una pellicola trasparente in modo che possa essere portato fuori dal locale e bevuto, come spesso accade, durante una passeggiata.

Insieme al bubble tea viene consegnata una grande cannuccia colorata con la punta tagliata che serve per forare la pellicola e poter bere/mangiare il bubble tea. Bandito il cucchiaino: non serve assolutamente, le perle e le popping boba vagano nel bicchiere e vengono risucchiate insieme al liquido senza alcun problema. Difficile che ne restino sul fondo, con l’apposita cannuccia il bubble tea si può gustare fino all’ultima goccia e fino all’ultima bolla!

cannucce boba

Bubble tea: come prepararlo in casa

Il bubble tea si può preparare in casa “a più livelli”: partendo da zero e impiegando una notevole quantità di impegno e tempo o semplificando un po’ le cose acquistando i singoli prodotti già pronti o addirittura (come faccio io) i kit con tutti gli ingredienti pronti all’uso da assemblare per godersi la golosità di un bubble tea nella comodità del proprio nido senza faticare troppo! Se avete voglia di godervi però il vero bubble tea tradizionale e di stupire magari degli ospiti con un aperitivo decisamente diverso dal solito, ecco cosa dovrete procurarvi per assaporare il vero e proprio bubble tea di Taiwan.

Il “grosso” del lavoro ovviamente è la creazione delle perle di tapioca. E’ possibile acquistare la farina di tapioca setacciata e dar forma ad ogni singola perla oppure, senza snaturare il gusto tradizionale del boba, acquistare le perle di tapioca essiccate già pronte (cosa che vi consiglio vivamente), sciacquarle, cuocerle per 10 minuti circa in acqua bollente e lasciarle raffreddare. Le perle così preparate potranno essere conservate un paio di giorni in frigorifero.

Se lo preferite potete invece acquistare le popping boba già pronte disponibili in tantissimi gusti e colori (ma ricordate che il bubble tea originale è fatto appunto con le perle di tapioca gelatinose, gommose e dal classico colore scuro simile alla liquirizia).

Il resto della preparazione è piuttosto semplice ma non velocissimo se intendete eseguire alla lettera il procedimento originale e preparare un tè in infusione a freddo: a differenza dell’infusione a caldo che abitualmente utilizziamo infatti, dovrete lasciare il tè sfuso in acqua a temperatura ambiente per circa 6 ore. Una volta ottenuto il tè dovrete semplicemente aggiungere, se li gradite, il latte (anche vegetale se lo preferite), ghiaccio e dolcificante.

Il composto dovrà essere shakerato con forza e a lungo: questa operazione impedisce l’ossidazione e quindi il cambio di colore della bevanda. Infine dovrete versare tutto in un bicchiere grande e alto insieme alle perle di tapioca unendo anche un po’ del loro sciroppo di cottura.

My Bubble Tea: il kit per un fantastico boba fatto in casa

Preferite cavalcare l’onda a tutta velocità e godervi un bubble tea quando ne avete voglia senza dovervi preoccupare troppo dei preparativi? Acquistate uno dei tanti kit già pronti all’uso! Dopo aver scoperto l’esistenza del bubble tea anni fa, quando ancora i boba bar non erano così diffusi e soprattutto non ne esistevano nella mia città, ho provato a cercare su Amazon i prodotti per farlo direttamente a casa e ho scoperto con grande gioia l’esistenza dei kit con tutto l’occorrente per preparare un boba in pochi minuti.

Il kit che acquisto solitamente io ha tutto ciò che serve, cannucce incluse, ma soprattutto è davvero velocissimo da preparare. All’interno del kit trovate un gustosissimo tè di ottima qualità che è da lasciare in infusione a caldo. Una volta pronto dovrete semplicemente shakerarlo unendo lo sciroppo al gusto di frutta e un po’ di ghiaccio e infine aggiungere le popping boba incluse nel kit. Le cannucce che trovate nel kit sono fantastiche, biodegradabili, in canna da zucchero e della dimensione perfetta. Su Amazon trovate il kit con base al mango oppure al frutto della passione, entrambi deliziosi. Dosando bene gli ingredienti è possibile creare 4 bicchieri grandi di boba (ma noi che siamo in tre arriviamo a farne 6 di dimensioni comunque ragguardevoli diminuendo semplicemente un po’ la quantità di tè). Se non avete mai assaggiato il bubble tea, vi consiglio di provarlo acquistando questo profumatissimo kit!

kit mybubble

Tè verde, sciroppo di mango e popping boba al litchi: ecco il mio mix preferito! E voi avete mai assaggiato il bubble tea? Conoscevate già questo snack drink amatissimo dalle nuove generazioni? Fateci sapere cosa ne pensate lasciando un commento qui sotto!

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